Il prova transistor, definito come strumento utile a testare il comportamento elettrico di transistor e diodi allo stato solido, utile, quindi, ad evitare danni da sovraccarico accidentale e variazioni delle caratteristiche elettriche (step 1), è un dispositivo che sin dalla sua invenzione (step 9) ha trovato largo impiego così come dimostra la sua presenza nella storia anche attraverso parole e immagini (step 2, step 19, step 24).
Rivista ''Popular Electronics'' (numero del 1971), comparsa sul mercato dei primi provatransistor
Nel periodo che segue il rilascio del
primo brevetto, ad opera dei due ingegneri Sol Zechter e Harold Gruen, che
hanno ideato il sistema di collaudo dei circuiti per permetterne il
funzionamento, vi è stato l’immediato bisogno di creare miglioramenti e tipologie
specifiche di prova transistor al fine di renderlo uno strumento versatile e sempre
più accessibile.
Inoltre, la rapida diffusione è dovuta all’importanza che ha assunto per
l’elettronica l’invenzione del transistor dopo la Seconda Guerra Mondiale (step 4): il cinema (step 12), i francobolli (step 18), la fantascienza (step 6) e persino i
fumetti (step 21) ne hanno reso palese l’utilità, ecco
perché è immediatamente nata la necessità di uno strumento che ne verificasse
il funzionamento. Da tale necessità, all’interno dell’azienda statunitense
Philco (step 11), produttrice di elettrodomestici, ha
avuto origine il prova transistor che come il transistor è diventato
fondamentale per l’elettronica, infatti ciò è dimostrato dalla pubblicità (step 13) prodotta su tale strumento, ma anche e
soprattutto dai libri (step 10), dai brevetti (step 17) e dalla normativa (step 23) che ne hanno esplicitato l’evoluzione,
il funzionamento (step 22) e perfino i numeri caratteristici associati
all’uso (step 15).
In particolare, il funzionamento del provatransistor (step 5) si basa fondamentalmente sull'azione di commutazione del transistor, ma essendo un principio scientifico complesso da comprendere, questo è spiegato attraverso uno schema semplificato: basta pensare all'acqua che scorre attraverso un tubo controllato da una valvola. La pressione dell'acqua rappresenta la "tensione" e l'acqua che scorre attraverso il tubo è la "corrente". I tubi grandi rappresentano la giunzione collettore/emettitore con una valvola intermedia, una membrana mobile azionata dalla corrente proveniente da un piccolo tubo che rappresenta la base. La valvola intercetta la pressione dell'acqua che fluisce dal collettore all'emettitore. Quando l'acqua scorre attraverso il tubo più piccolo (la base), apre la valvola tra la giunzione collettore/emettitore, consentendo all'acqua di fluire attraverso l'emettitore e a terra (la terra rappresenta il ritorno per tutta l'acqua o tensione/corrente).
L’anatomia del prova transistor (step 16), difatti, ne dimostra la complessità:
questo è formato da numerosi componenti: generatore di corrente continua, milliamperometro,
circuito integrato e interruttori a pulsante come elementi attivi del sistema, condensatori,
diodi, resistori come elementi passivi e, infine, led o display a cristalli
liquidi come componenti output di visualizzazione (step 3), ma tale complessità è dimostrata anche
dai materiali specifici utilizzati (step 8), in particolare il generatore di corrente
continua e il milliamperometro sono costituiti da acciaio per le parti interne
e da plastica per i rivestimenti esterni; mentre, il circuito integrato è
realizzato su un'unica piastrina (chip) di materiale semiconduttore, di solito in
silicio.
Riguardo la presenza del prova transistor nella letteratura (step 10), questa si è esplicitata attraverso
libri prevalentemente di carattere tecnico, dimostrando l’appartenenza al
settore tecnologico e in particolare il principale utilizzo nel campo dell’elettronica
(step 14). Lo strumento era, infatti, già presente all’interno delle riviste storiche
del settore come Radio eletronics e Popular eletronics, che riportavano le
migliori invenzioni dell’epoca, ma anche e soprattutto come protagonista di
libri specifici che ne hanno illustrato le peculiarità, come ad esempio Transistor
Techniques, pubblicato nel 1959.
Dalla ricerca svolta su questo strumento non sono emerse unicamente
l’importanza e la complessità, ma abbiamo potuto notare la sua versatilità in
settori scientifici differenti, come nella chimica (step 26), ad esempio attraverso l’esistenza di
prova transistor specifici creati per testare transistor elettrochimici
organici, usati a loro volta come sensori chimici e biologici. Per di più, vi è
la presenza di numerosi marchi, come Drok, azienda esperta nello sviluppo di
apparecchiature elettroniche, che si occupano della produzione e/o della
vendita di questo dispositivo (step 20), dimostrando ancora una volta come sia
stata un’invenzione apprezzata e utile per la società.
Infine, è emersa la rilevanza che ha avuto il prova transistor nel passato, dove ingegneri, letterati e appassionati di elettronica ne hanno permesso lo sviluppo e il miglioramento attraverso invenzioni, modifiche e discussioni scientifiche. Nel presente persiste l’utilità e l’interesse per tale strumento, che per gli appassionati di elettronica risulta necessario e data la continua diffusione, persino accessibile. Inoltre, al giorno d’oggi la comprensione del funzionamento del prova transistor è più alla portata di tutti rispetto al passato, dove solo chi faceva parte del settore poteva effettivamente capirne l’uso. La comprensione facilitata è data, infatti, da video tutorial o manuali d’uso facilmente reperibili. In uno scenario futuro non sappiamo se il prova transistor subirà un’evoluzione che possa coinvolgere l’anatomia o il funzionamento del dispositivo, o se questo sarà addirittura sostituito da un sistema integrato nei transistor. Sicuramente il bisogno legato a questo strumento non cesserà di esistere fino a quando saranno in uso i transistor e almeno nei prossimi anni la domanda del mercato continuerà a crescere (step 25).
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